02 Ottobre 2008

What a mess....

Agiornamenti.
Ieri ero in centro per una passeggiata con il mio ragazzo, e chi mi chiama? Mamma!
E' stato bello, lei è sempre orgogliosa, quando litighiamo non chiede mai scusa quando dovrebbe e porta il muso per giorni. E invece che fa? Mi chiama per sapere come sto e mi chiede se vogliamo andare a prenderci un aperitivo insieme così magari facciamo due chiacchiere.
Cioè, l'aperitivo!!!!! Mia madre!!!!!!
E' stranissimo come ognuno di noi abbia i suoi modi per chiedere scusa.

 
28 Settembre 2008

Casa nuova... Vita nuova???

Detto fatto.
La comunicazione alla mia famiglia della rinuncia agli studi ha creato il pandemonio, il fatto che già da quattro giorni con parlassi con mia madre sicuramente non è stata d'aiuto.
I soliti problemi. Le solite discussioni. I soliti pianti.
Così Francesca ha preso baracca e burattini, cioè due bei borsoni pieni di tutto, il suo inseparabile laptop, e se ne è andata; certo ho 25 anni, mio padre era tranquillissimo, nel senso che capisce me e la mia fase di esaurimento nervoso, ha capito che mi serve un pò di tempo, di calma; mia madre non mi ha neanche guardata in faccia.
Ora sono a casa di Fabio, un mio amico che per questo magnanimo gesto verrà probabilmente fatto santo a breve termine; il suo divano sarà il mio giaciglio per un pò.
Ovviamente non sto bene, sono giornate letteralmente di merda, dentro sento un grande vuoto, non mi sento a casa qui ma è normale, non so dove sto andando, non so chi voglio essere; a volte vorrei piangere.
Non mi sto rendendo conto di quello che succede, sono qui ma non capisco, non so per quanto tempo ci rimarrò, Fabio lavora di giorno e io di notte... E' tutto assurdo.
Provo tante emozioni: ansia, paura, mi manca mio padre, mi manca anche la mia stanza, eppure ero li fino a poche ore fa. Ho un vuoto nel cuore, e Dio se fa male.

Quando sono partita per Londra era tutto diverso, insieme c'era il viaggio, la novità, la mia famiglia era lontana; ora è tutto orrendo perchè loro sono a due passi da me, c'è astio e rabbia, orgoglio, lontano dagli occhi lontano dal cuore non è la stessa cosa se ci sono solo pochi chilometri.
Aggiornerò.




 
27 Settembre 2008

L'America è pronta un presidente nero?

Io del tutto normale non sono mai stata: a 11 anni ho costretto mia madre a comprarmi "Il Diario di Anna Frank", a 12 pretendevo la biografia di Gandhi e Martin Luther King, e lei turbata si chiedeva perchè non volessi leggere "Piccola principessa" che mi aveva regalato nonna per Natale.
Ho sempre adorato Martin Luther King, Malcolm X per me era un pò troppo reazionario, rissoso, arrabbiato; mi affascinava invece la sua non violenza, i sit in, le marce.
Quest'anno sono passati 40 anni dal suo assassinio e gli Stati Uniti sono chiamati a decidere se avere per la prima volta nella storia un presidente di colore: adesso, l'America è per tutti un paese dalle forti contraddizioni, pensare che solo fino a cinquant'anni fa i neri non avevano diritto civili negli stati del Sud; adesso quel lungo processo di creazione di un melting pot razziale e culturale arriva al culmine con la candidatura di Obama.
E non solo, sull'altra faccia della medaglia c'è Hillary Clinton: il nero e la donna. Ma Barack Obama è senza ombra di dubbio una novità maggiore, il fatto che Hillary sia sposata con un ex presidente degli Stati Uniti la fa concepire già come un membro del sistema, un pò una minestra riscaldata; se l'America vuole la novità allora l'ha trovata nel volto tirato e giovane dell'hawaiano outsider.
Sia chiaro che non do per scontata la sua vittoria, sicuramente gli anziani conservatori americani saranno tutti dalla parte di Mc Cain (non quello delle patatine ;P), in più c'è quella enorme massa di ispanici che compongono quasi il 15% della popolazione che non credo vedano di buon occhio un presidente di colore quando loro sono ancora bel lontani dall'agognata integrazione, infine anche le femministe idolatrici della cornificata Hillary di certo non approvano.
La mia generazione spesso viene rimproverata perchè non ha vissuto momenti storici di particolare rilievo: eravamo troppo piccoli per la Guerra del Golfo, non c'eravamo negli anni Sessanta, bla bla bla.
Io rispondo che la mia generazione è stata violentemente sverginata con l'11 Settembre, senza un minimo di preliminari siamo stati costretti ad iniziare a capire; adesso sono contenta di vivere queste famose elezioni negli States, mi aggiorno di continuo, tg, internet, giornali, sono morbosamente curiosa, è un pò come vivere un film, a volte mi chiedo: "Ma davvero siamo già a questo punto?".
L'evoluzione storica dell'America mi sconvolge, hanno quanto, 500 anni di storia? Magari 150 vissuti in civiltà, eppure guardali, si ok magari le loro banche crollano, possono guidare a 16 anni, avere una pistola a 18 ma per bere bisogna aspettare i 21 per una birra perchè "l'alcool fa male", ma diamine sono il paese più dannatamente cazzuto che c'è. Amo le sue contraddizioni. Troppo.
Se vince Obama mi faccio il bagno nella fontana al Lincoln Memorial a Wahington.
Al posto degli slip la bandiera americana annodata come un santone indiano.
Ovviamente sarò ubriaca lacera.
Si si si!!!!


 
24 Settembre 2008

Sono solo strane coincidenze...

Hai presente quando ti lascia il ragazzo e improvvisamente ti senti circondata da coppie felici che si amano e si baciano? Oppure quando il ciclo ritarda di una settimana, tu sei già li pensierosa pensando a come dirlo a mamma e tutte intorno a te vanno in giro esibendo felici pancioni al settimo mese? Oppure ancora quando devi partire in vacanza ed al telegiornale non si parla d'altro se non di disastri aerei?
E' come se noi ci fermassimo mentre il mondo continua a girare, così possiamo guardare tante cose nel dettaglio che magari prima di allora non avevamo neanche considerato.
Ora, dico tutto questo perchè ieri accompagnata dal mio inseparabile amore sono andata a vedere Hancock, gli avevo fatto pressioni da giorni e alla fine ho vinto.
Molti l'avranno visto, non è altro che la storia di un supereroe decaduto che non più attenzione da parte dei media, odiato dalla gente per i continui danni creati a causa dell sua superforza deviata da ingenti quantità di alcool. Grazie al buono di turno, Jason Bateman (enfant prodige dei telefilm americani cresciuto ma sempre very cute) si riabilita, si rialza dalla panchina e torna ad essere forte, simpatico, amato da tutti.
Sono stata sintetica ma spero il concetto sia arrivato.
Sono un pò Hancock, siamo tutti un pò Hancock, il film ha avuto successo perchè Will Smith l'ha reso estremamente umano e reale. Tutti cadiamo, e alla fine, chi prima o chi dopo, chi con più fatica chi con meno, tutti ci rialziamo.

Io mi sento un pò come lui su quella panchina, con il cappello di lana sugli occhi, la barba lunga e il whisky sotto le chiappe pronto all'uso. Devo solo tirare fuori il supereroe che è in me.

Ps: il film è carino da vedere. Per tutti i maschi un consiglio spassionato: attenzione a Charlize Theron in tutina di pelle nera e trucco dark... E' bella da infarto...

 
23 Settembre 2008

Corri e muori...

Corri e muori era il nome di una sorta di gioco inventato da me e da una mia amica al liceo: consisteva nel prendere la rincorsa da lontano e poi andare a sbattere contro un muro, possibilmente spaccandosi la testa e morendo. Ovviamente il gioco non è mai stato reso reale, era solo il nostro modo per farci una risata nei momenti di sconforto, così quando le cose non andavano dicevamo "certo che adesso sarebbe proprio bello giocare a corri e muori". Eravamo così. Sceme.
Non volevo giocare a "corri e muori" da un sacco di tempo ma adesso, bah, mi rimane giusto quello.
La causa della mia apatia non è uno scherzetto, riguarda la mia vita, il mio futuro.
Bè, allora vi racconto davvero chi è Francesca: Francesca inizia a studiare giurisprudenza alla tenera età di 18 anni per fare contento il papà, la sua passione sono le lingue e sogna di fare l'interprete; dopo quattro anni a legge (anni con un'ottima media di esami sostenuti, tutti con voti molto buoni) la signorina si innamora follemente di un suo collega di lavoro, un tale detto Marco Barman per il ruolo che rivestiva nel locale, e per la prima volta in vita sua, l'amore è ricambiato.
Dopo solo due mesi di frequentazione Marco decide di partire per Londra e Francesca, che non può neanche immaginare la sua vita senza di lui, lo segue senza pensarci due volte.
Lascia lavoro, studi, amici e parenti, ma non importa, è con lui.
Fino qui bellissimo no?
Ok, ora comincia la merda.
La storia va a rotoli, sono due anni e mezzo di pianti, così finisce tutto.
Francesca pensa che la cosa migliore sia aria nuova, perciò giustamente cosa fa? Si trasferisce a La Sapienza dalla comodissima Tor Vergata ed inizia a studiare Scienze Politiche, perchè secondo lei è "simile a legge ma più divertente".
Nella nuova facoltà non sostiene nemmeno un esame, si gratta le palle per due anni, si ok lavora tanto, ma lo studio proprio no. Zero. Magari il libro se lo leggeva tutto, ma quando si trattava di ripetere, apriti cielo.
Francesca ha 25 anni e non sa che cazzo fare della sua vita.
Le opzioni calcolate sono più di una, ma a quanto pare l'indecisione è davvero alta, così che per distrarsi ci vorrebbe proprio una corsetta alla "corri e muori" style.
Francesca parla benissimo inglese (almeno quello...) così parecchi le consigliano di fare l'hostess per nuove compagnie aeree come la BluPanorama che stanno assumendo molto personale; Francesca ama viaggiare ed è una persona meticolosa ed organizzatrice, così parecchi le consigliano di lavorare per un'agenzia di viaggi; Francesca dietro un bancone è forte ragazzi, così parecchi le consigliano di aprirsi un locale tutto suo; Francesca ha un cervello notevole e qualsiasi cosa fa, come si dice a Roma, rompe il c**o ai passeri, così parecchi le consigliano di ricominciare a studiare giurisprudenza recuperando i vecchi esami sostenuti (la metà).
Ora, Francesca non sa che cazzo fare, è inutile che la gente consiglia.
In testa ho un casino inimmaginabile.
Ed inizio a stare male; ho 25 anni, che sarà della mia vita?
Sto male, non lo accetto.
Io voglio stare bene.
Ok, forse qualche consiglio sono disposta ad accettarlo...
Questo è un ormai disperato grido d'aiuto...

 
12 Settembre 2008

Tredicenni in mutande....

Wow due post in un giorno solo...
E' solo che mi trovo su giovani.it dopo un pò di latitanza, quind imi sono presa un pò di tempo per fare un giretto e vedere un pò di facce. Mi piace guardare i profili delle donne, la maggior parte delle volte sono più interessanti e ci sono più foto (è la verità, a ognuno piace farsi i cazzi degli altri, in particolar modo qui no?).
Ma tante volte, come oggi, continuo a sorprendermi nel vedere fino a che punto l'esibizionismo personale e le insicurezze possono arrivare. 
Ci sono blog di bambine, postano foto dove sono in mutande, reggiseno o microvestitini, posano con sguardi languidi da esperta maitresse d'alto bordo, lecca lecca in bocca... ci mancano solo cetrioli e carote e poi chiudiamo il cerchio.
Nelle community online è pieno di folli, e questa come tutti sanno non è da meno; alcuni giocano e provocano, altri ci sono davvero, magari sono solo diciottenni in cerca di una personalità trasgressiva (che poi si sveglieranno tra dieci anni, faranno i ragionieri, saranno sposati con l'amica del liceo e avranno tre figli, e godranno della loro adolescenziale passione per i piedi!), ma altri magari sotto il nick di "Tokiohotel1989" (esempio) sono veramente quarantenni col riporto che si fanno le pippe su "voglioiltuochupachups91" (di nuovo esempio) in perizoma sul divano.
Ok io sono vecchia, 25 anni su questa community sono tanti eh, però proprio non capisco, non condivido.
A volte vorrei telefonare alla madre di qualcuna e dire "guarda che tua figlia fa la zoccola su internet, se un giorno di questi davvero si trova un chupa chups gigante li dove non batte il sole se l'è cercato!".
Quegli anni ovviamente l'ho vissuti anche io, dietro c'è tanta paura, insicurezza, per una ragazza, o meglio una bambina (perchè a tredici anni si è bambine cazzo!) mostrarsi, darsi, in maniera gratuita, è tra i tanti modi per farsi vedere ed apprezzare. Triste. Ma è così.
Ringrazio Dio perchè sono cresciuta in anni in cui a tredici anni si giocava, non ci si truccava, si provavano i tacchi di mamma perchè non ce li compravano, in cui sogni il primo bacio e il fare l'amore fa una paura fottuta perchè non sai nemmeno come si "svolge".
Ho quasi paura a mettere una figlia al mondo per paura che mi cresce zoccola come queste.
Che culo che è finita l'adolescenza.

Dimenticavo: un consiglio... se si iniziassero a leggere i blog (come era una volta) invece del profilo, forse l'ambiente si pulirebbe un pò, e la gente proverebbe più gusto nel leggere, scrivere, comunicare e condividere, che nel caricare foto di una prima di tette, occhioni da cerbiatta in posa da pornostar.

Secondo consiglio: quelle un c***o non l'hanno nemmeno mai visto....





Tic Tac Tic Tac... 25 anni... e sentirli....

Dio se è bello avere un settembre così, con tanto sole che si può ancora andare al mare, che ci si può ancora organizzare le ferie perchè magari si rischia anche di beccare bel tempo, poca gente e soprattutto si paga poco. E' bello, e nessuno me ne voglia, uscire la mattina (cosa per me alquanto rara a meno che non ci si un impegno improrogabile) e vedere tutti i ragazzi che iniziano a girare con zaini e cartelle, chi perchè ha già cominciato la scuola, chi perchè cerca di recuperare i debiti; io invece me ne vado in giro rilassata pensando alle appena trascorse vacanze in Egitto e alle prossime fra una settimana in Sardegna per il matrimonio di una carissima amica (ps: sono la testimone!!!).
Ho lavorato tantissimo tutto l'anno e soprattutto durante la stagione estiva dove ho resentato i limiti della follia e dell'esaurimento nervoso, ma ora è bello godersi questa splendida abbronzatura tanto agognata, mentre tutti si sono già belli sbiancati e mogi mogi ritornano alla vita di sempre.

Mi sento, come dire, in ritardo sulla tabella di marcia.

Ma non è solo l'estate, il colore della pelle e le vacanze.

E' proprio la mia vita ad essere in ritardo.

Ho 25 anni e penso seriamente di lasciare gli studi; negli ultimi anni ho seguito un percorso di vita che mi ha allontanata moltissimo da tutto ciò che è terreno e concreto: ho conosciuto un grande amore e l'ho seguito in capo al mondo, ho messo i miei sogni e i miei sentimenti davanti all'università, alla famiglia e alla mia vita in Italia. Ho fatto quello che tutti vorrebbero fare, cioè mollare tutto e tutti e andarsene nel paese dei propri sogni con la persona che si ama.

Generalmente chi pensa queste cose lo fa chino su una scrivania sopra i libri di procedura penale, con la differenza che sogna un pò, ma poi torna a studiare e l'esame lo da.

Certo quella/e persone, e sicuramente fra di voi ce ne sono milioni, adesso sono laureate; magari hanno qualche rimpianto (cosa che su questo punto di vista grazie a Dio non posso avere, almeno qui) pensando che forse potevano godersi di più questi anni, fare più cazzate e vivere più intensamente alcune emozioni.

Ma la medaglia ha sempre due facce no?

Io ho il culo per terra. Non letteralmente certo, credo il mio rimanga sempre un signor culo (è tipico di me sdrammatizzare qualcosa che mi fa stare male), ma sento che per vivere alla bohemien adesso ne sto pagando lo scotto. I miei amici mi invidiano per quello che ho vissuto e per chi sono oggi, ma io tante volte invidio loro, che hanno avuto la forza di porsi un obiettivo grande come la laurea e raggiungerlo. Nel frattempo cercano un lavoro.

Io nel frattempo invece faccio la barista di notte, ho la schiena a pezzi e le caviglie gonfie tutte le sere, non ho più voglia di studiare e non ho il coraggio di dirlo ai miei sapendo quale delusione potrei dargli.
Ho il culo per terra. Il mio futuro è incerto.
Sto compilando un curriculum da mandare alle compagnie aeree. Se mi prendono bene, altrimenti, bè, offresi donna delle pulizie...

L'orologio della mia vita inizia a far sentire il suo Tic Tac; non sono una ragazza, ma non ho le carte in regola per essere una donna. Che frustrazione.


 
02 Agosto 2008

Deja-vu...

Contrariamente ai miei consueti gusti cinematografici, spinta soprattutto dall'affetto verso il mio accompagnatore, sono andata a vedere "The dark Knight", aka il nuovo film su Batman.
Bellissimo. E' piacevole ricredersi ogni tanto.
Ed ho amato alla follia l'interpretazione di Heath Ledger; si parla già di Oscar postumo: l'ho adorato, ma prima di esprimermi preferisco rivedermelo, magari in inglese.
E poi si sa che noi donne, col bello e dannato, viso d'angelo e vita complicata/morte misteriosa, non capiamo più niente....
Un consiglio. Vedetelo. E fatemi sapere.
un bacio ai pochi sopravvissuti di questa torrida estate 2008 che come me ancora non hanno visto ferie.


soooo damn hot...

 
26 Luglio 2008

I can't wait for...

Il mio viaggio in Uganda... Sto già facendo il conto alla rovescia...




 
17 Luglio 2008

Zzzzzzz...

 
24 Giugno 2008

African Experience

Sapevo già che quest'anno non sarei riuscita ad andare in vacanza, un pò per l'impegno stagionale, un pò perchè nessuno dei miei amici era disposto a partire verso ottobre o giu di li, un pò perchè sono stanca delle solite cose, e infine un pò perchè dall'anno scorso mi ronzava una cosa in testa.
Ad un barbecue con alcuni amici tutti molto più grandi di me ho conosciuto Gianluca, tra noi c'è stata subito una grandissima sintonia nonostante la considerevole differenza d'età (25-40), soprattutto su una cosa eravamo particolarmente d'accordo: Gianluca fa il volontario in Africa.
Da anni gestisce una sorta di associazione no profit per portare aiuti in vari paesi africani, questo ha subito attirato la mia attenzione perchè da anni progettavo di partire ma ero probabilmente troppo piccola; in ogni caso ne abbiamo parlato tantissimo, ma lui sarebbe partito a breve e io non avevo soldi a disposizione nè tempo per vaccini, passaporto e visti vari.
Quest'anno ho tempo, soldi e tanta voglia di partire.
Così oggi ci siamo risentiti, solo poco fa, e abbiamo concordato tutto.
Partiremo a Dicembre, le prime due settimane, e andremo in Uganda; saremo quattro persone e attraverseremo sette villaggi per portare acqua, riso, materiale scolastico e dare una mano dove serve.
Sarà un'esperienza grande, forte, mi spaventa, ho paura si, ma quella paura che ti stimola e sprona, che ti fa tremare prima di prendere l'aereo perchè sai che quando scenderai sarà tosta.
Sapere di andare con lui mi da molta sicurezza, è una persona forte, che stimo da morire, lui ha capito chi sono veramente già pochi minuti dopo che ci siamo conosciuti.
Io sono strana. Sono tante cose.
Questo è un progetto bello, ma ovviamente anche in questo caso la gente si è sentita autorizzata a giudicare me e la mia vita: sembra inconcepibile che una ragazza possa passare da tacchi alti, borse firmate e capelli sempre in ordine, a senza trucco, maglietta, pantaloni, ciabatte e niente doccia per giorni.
Ma sono io, un pò bianca e un pò nera.
E' la voglia di vedere, capire, aiutare, cambiare e crescere che mi spinge a partire con lui.
Dio non vedo l'ora.

E i miei? Nonna è sotto shock, i miei genitori mi hanno risposto :"bè frà, da te ci aspettiamo di tutto..."

Lui è Gianluca:


WWW.AFRICAEXPERIENCE.ORG

 
06 Giugno 2008

Chi, dove ma soprattutto quando?!!

E' una classica domanda che tutti nella vita o abbiamo fatto o ci siamo sentiti fare: se potessi scegliere un'epoca in cui aver vissuto quale avresti scelto? e dove?
Se non vi è capitato vivete sulla montagna del sapone o non avete amici.
Io questa domanda la faccio spesso, più che altro perchè mi fa capire davvero molto sulla persona che ho davanti, anche se credo che probabilmente a molti di voi sembrerà una cazzata!
Anyway, negli anni la mia risposta non è mai cambiata: la mia vita non poteva che essere a Londra, nei sixties, anni '60, una vita alla Austin Powers intendo, fatta di colori psichedelici, Beatles, Carnaby street, Vespa e tutti quegli stereotipi che ben si conoscono.
Mi ci vedo proprio col frangettone, capelli lisci e trucco nero, vestito mini geometrico, stivali al ginocchio, mentre vado alla Metropolitan University sulla mia vespa.... Ah che pippa...
Adoro quegli anni per tanti motivi, anche se sia chiaro lungi da me il voler essere una fricchettona hippie dai lunghi capelli: gli anni sessanta hanno avuto molte sfaccettature, e la mia è quella mod-europea probabilmente meno conosciuta e inquadrata, quella che purtroppo è stata tristemente riportata in auge (dico tristemente perchè la gente deve sapersi reinventare, non copiare uno stile del passato inserito in un preciso contesto storico e sociale, che ad oggi in Italia e altrove non c'entra proprio un cazzo!) da gruppi musicali come Oasis in principio, poi seguiti da tante altre band e artisti.
Insomma, il fine di questo blog era semplicemente quello di rivolgere una domanda:
CHI SARESTI VOLUTI ESSERE, DOVE AVRESTE VOLUTO VIVERE E QUANDO???

Io la mia scelta l'ho fatta...

Lo dicevano anche i Sex Pistols: LONDON CALLIN'...

 
25 Maggio 2008

Wake me up when september ends...

Argh, dolore. Dove? Piedi e schiena. Le maschilissime Nike Shox (che per una tacco 12 come me proprio non si possono vedere!) che avevo comprato apposta per lavorare non sono valse a nulla.
Ho il fisico di un'ottantenne. Quattro ore tra drinks, birra, soldi e una folla infinita; si ok l'ho sempre detto che adoro il mio lavoro, e piace anche spingere, farmi il culo, vedere fino a che punto reggo, ma riabituarsi ai ritmi della stagione estiva è massacrante. Le ragazze che lavorano in sala parlano continuamente di vacanze, mare, crociere, mentre noi del banco sicuramente non ci muoveremo, primo perchè siamo solo tre e già così non bastiamo per i turni, secondo perchè ho promesso alla "principala" la presenza stagionale, e da vera lavoratrice professionale manterrò l'impegno... Mannaggia a me!
Domani festa della Red Bull all'Area a Roma, e se è solo la metà di quella di Rimini ci sarà da divertirsi!
Nel frattempo, per distrarmi dal pensiero che tra un'ora devo ricominciare a lavorare, faccio un giretto online pensando alle mie lontanissime vacanze ad Ottobre...
ANY ADVICE????

 
23 Maggio 2008

Il sottile confine tra gioia e invidia...

Perchè si è sottile, difficile da spiegare e difficile da capire. Il confine c'è, sono emozioni distinte, ma a volte è come se si sovrapponessero per creare qualcosa di nuovo che tu stessa non sai se è un sentimento buono o cattivo.
Scrivo post quando ho emozioni, qualcosa da dire, ed oggi ce l'ho: una delle mie migliori amche, sai quelle con cui cresci insieme, fai tutto, dal giocare con Polly Pocket e Barbie a farti le prime canne e pinte di lager, qualche mese fa si è sposata. Che vuoi farci, ha trovato l'amore, è felice, congratulazioni, regali, valzer e risate. Io mi ero lasciata da poche settimane con la persona più importante della mia vita, con la persona che cristo santo avrei sposato per amare fino all'ultimo giorno di vita, perciò quel matrimonio ho sofferto come una merda.
Lei era bellissima, raggiante, anche un pò sotto shock devo dire, ma dentro di me volevo esserlo io.
Io non avevo più nessuno accanto, e lei adesso lo aveva per sempre.
Non sono una persona che ha paura di stare sola, anzi, ho passato quasi tutta la mia vita senza un compagno, so cosa significa, ma da quando ho conosciuto lui so anche cosa significa stare con qualcuno che ami, ed è tremendamente triste stare senza.
La vita va avanti ma manca un pezzo, manca una parte del motore; sono nata per amare, vivere tenendo dentro tutto questo amore mi fa male, mi fa soffocare, è troppo, non lo posso reggere.
Il suo lui è inglese, ora vivono in Inghilterra (chi mi conosce o ha avuto la pazienza e il coraggio di leggere il mio blog sa che io amo l'Inghilterra più di ogni altra cosa, è una terra che mi appartiene, l'inglese è la lingua con la quale veramente riesco ad esprimere le emozioni più profonde); lei mi ha mandato una mail.
E' incinta. Di quattro mesi.
Ho pianto tanto, ho pianto anche perchè non riuscivo ad individuare quel fottuto confine tra gioia e invidia.
Io lo so che è orrendo e verrò giudicata, ma è la verità, sono gelosa, sono invidiosa.
Ho venticinque anni, non sono tanti e non sono pochi, ma nella vita ho fatto tanto, mi sento pronta da tempo a lasciare l'adolescenza per diventare donna, e per diventare mamma.
Ma io no, evidentemente non è il mio tempo, mi consolo convincendomi che le cose accadono per una ragione, e aspetto, segno ogni momento con un tatuaggio, mi copro il corpo di colori per dare colore alla mia vita.
Ma qusto è uno sfogo, questo è nervoso.
Lo so, mi conosco, sono stronza dentro, quando la vedrò ad agosto col pancione di sette mesi piangerò tanto.
Ma so che sarà solo per gioia. Il confine è sottile ma c'è, ed è più che mai razionale.
L'invidia è come un tarlo che striscia nel cervello e distrugge le cose belle.
                   

 
12 Maggio 2008

Ricordi dell'estate: viaggio in macchina...senza sonno...

DI SERA LEONI...


DI GIORNO...Qualcuno mi aiuta?
Non ricordo...Ehm...

Domenica 11: TATTOOEXPO, Roma

Poteva una come me perdersi la più grande convention italiana sul tatuaggio?
Ovviamente no. Così per la seconda volta mi sono immersa tra peonie, rondini, tribali, carpe, geishe e via dicendo, circondata da famigliole, freaks, suicide girls e casi umani!
Compagno di viaggio Marco detto "Hagakure" detto "lesbo cineoperatore", che si è coraggiosamente offerto di attraversare Roma per riaccompagnarmi alla macchina, anche lui strabiliato da quello che abbiamo visto. E' stato fantastico, il modo migliore per rendere veramente l'idea di ciò che è che il tattooexpo sarebbe senz'altro quello di mettere un bel pò di foto, degli stand, del contest, ma no, quel genio di francesca (ndr, io!) si è dimenticata la digitale a casa, e poichè purtroppo non è dotata del miglior cellulare con fotocamera esistente in commercio, se l'è presa in quel posto e non ha potuto documentare nulla. E' tutto nella mia testa e nei miei occhi, e purtroppo lì rimarrà almeno fino all'anno prossimo, quando senza ombra di dubbio tornerò alla convention, ma con macchina fotografica professionale, cavalletto, telecamera, fonico per la presa diretta e tecnico delle luci!
Ho incontrato amici che non vedevo da tanto, c'era ovviamente anche Salvio, il mio tatuatore, noto anche come uno degli uomini più sexy della Terra dalla voce di velluto (l'omino durante la mia seduta per il tatuaggio sulla schiena mi chiese di abbassare un pò i pantaloni perchè voleva evitare di sporcarli, io, da vecchia zoccola quale sono tempo due secondi ero già in perizoma che lo guardavo con l'occhio languido...Purtroppo avevo frainteso...;P).
Cinque ore di tattoo con lui mi hanno fatto apprezzare ancora di più quest'arte; ho iniziato ad amare i colori, i disegni orientali, senti che qualcosa di unico e bello sta nascendo sulla tua pelle, qualcosa che sarà sempre con te, che ti rappresenta, o ricorda un periodo della tua vita. A me i miei tatuaggi danno forza, coraggio, alcune persone la trovano semplicemente dentro di sè, io ho voluto scriverlo, dirmelo, ricordarmelo, perchè amo il mio corpo e la mia anima, e con i miei tatuaggi sono riuscita in una forma splendida ad unire le due cose.
           

 
11 Maggio 2008

Voglia di baci...

 
05 Maggio 2008

SEX PISTOLS Never mind the bollocks

FUCKIN' HELL!!!!
E' stato svelato il clamoroso arcano del perchè nessuno parlasse mai dello zio John... Questo pover'uomo che partecipa saltuariamente alle riunioni della sacra famiglia è sempre stato un pò emarginato, e io mi sono sempre chiesta perchè; è simpatico, vive a Londra a Notting Hill (+10 punti per lo zietto oltremanica!), non rompe mai i coglioni come invece sanno fare ad arte altri zii con domande su quando finisco l'università o sul perchè a 25 anni "ancora non ho il ragazzo" (cristo pare che uno in gamba lo trovi attaccato a un pero!). Anyway, tempo fa su Sky vedevo uno speciale "GOD SAVE THE SEX PISTOLS", e chi mi trovo davanti? Il caro vecchio zio JOHN!!!!!
Superato il trauma iniziale, mi faccio due risate, era tardi altrimenti avrei buttato giù dal letto pure la vecchia al quarto piano, e mi godo lo speciale.
Ma la mia morbosa curiosità mi doveva necessariamente portare a una ricerca, così ho appurato che quel tipetto tranquillo che in genere ho visto soltanto divorare quantità industriali di "italian lasagna" per poi addormentarsi sul divano a bocca aperta nel bel mezzo della cena della Vigilia di Natale, era nientepopodimenoche il
TOUR MENAGER dei SEX PISTOLS!!!!!!!!!!
Ebbene, a parecchi potrebbe non fregare... MA IO SO' PROPRIO CONTENTA!
Non mi cambia la vita, per carità, però sicuramente la prossima volta che tornerà in Italia non riuscirò più a guardarlo con gli occhi di prima...
No no, non per la vita assurda e psichedelica che sicuramente ha vissuto, ma perchè il bigotto una volta mi ha rimproverato perchè beccata a farmi una canna con mio cugino...
MA SENTI DA CHE PULPITO!!!!!

http://findarticles.com/p/articles/mi_m0HNN/is_11_17/ai_94769354
The BFI had a perfect contribution from the Sex Pistols. Their early stage show in Stockholm was recorded on 16mm film by none other than ABBA's official cameraman. (Hmmm ... was he collecting evidence of an anti-ABBA backlash that would ultimately see the Swedish pop group's work relegated to late-night I-800 commercials? No, the Pistols' tour manager, John Tiberi, simply hired the shooter to document the show.)

 

http://www.demonmusicgroup.co.ukhe /Product.aspx?ProductID=3537
Featured interviewees:

 

Glenn Matlock (original bass player in the band)

Malcom McLaren (the manager)

Steve Diggle (lead guitarist from the Boodcocks)
John "Boogie" Tiberi (tour menager and member of the Glitterbest Management team)

Alan Jones (employee at Malcolm's shop "Sex")

Steve "Roadent" Connolly (guitar roadie to both The Clash & The Sex Pistols, and a member of the Glitterbest Management team)

Alan Parker (Mr Punk)

George X (Punk on the scene)

Mick O'Shea (Noted punk writer, and author of "Only Anarchists Are Pretty")

 

The film also has scenes from the bands career re-created by the premier Pistols cover band The Sex Pistols Experience.

Emo o non emo? Questo è il problema!

E' ufficiale, sono vecchia! Ai miei tempi c'era la zecca, il coatto, il pariolo (almeno qui a Roma!), poi stop. Basta. Crescendo, grazie a Dio, si va oltre questi stili, queste classificazioni, si diventa "persone", anzi, "Persone" con la P maiuscola, perchè in genere si cominciano ad avere talmente tanti cazzi per la testa che proprio non te ne frega niente di quello che la gente pensa di te, se appartieni ad un gruppo, se sei "definibile"!
Ma la mia tarda età e la mia frequentazione ormai abbastanza assidua di giovani.it mi costringe ad interessarmi all'ormai dilagante fenomeno degli "EMO"; per carità non è che vivo sulla montagna del sapone, in giro ci vado pure io e la gente la vedo, ma volevo approfondire le basi della "corrente di pensiero" in sè.
Innanzitutto ho capito che il primo comandamento è "proud to be", cioè il sentirsi orgogliosi dell'essere emo (ma qui non giudico, perchè, ahimè, anche io ero molto molto fiera dei pantaloni a zampa, della t-shirt di kurt cobain usata comprata a via Sannio e delle mie Underground consumatissime, sfoggiate con piglio anche a ferragosto!).
Ma questo primo punto è emerso semplicemente curiosando quà e là sui vari blog emo, riconoscibili perchè spesso caratterizzati da foto dei Tokio Hotel, 30seconds to Mars (lode a Dio per la creazione di Jared Leto!), adolescenti in lacrime con ciuffi di capelli sfibrati su un occhio (ma con uno solo non vanno a sbattere?).
No. Io sentivo il bisogno di una fonte,di una voce certa. Volevo capire.
La grande madre internet mi ha dirottato su un sito, esilarante.
Copio il link e qualche punto saliente.
Premetto che non è mia intenzione offendere nessuno, ma semplicemente sorridere un pò, perchè 15 anni li abbiamo avuti tutti, ed ognuno di noi aveva la sua musica, il suo stile, la depressione e i brufoli, prima che l'università, il lavoro, l'affitto e la vita "da grandi" ci rendessero quello che siamo oggi. Grandi. Omologati.
E poi diciamolo, è sempre bello guardarsi indietro, accennare un sorriso e pensare:
"Madonna come ero cojona!!!!".

http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Emo

Innumerevoli sono le teorie attorno all'origine del termine emo.

*   Secondo l'opinione più diffusa tra gli scienziati giapponesi, la parola "emo" deriva da una corruzione del termine zoologico emù, e viene usato per indicare un suono simile al gracchiare di morte di un emù.

*   Altri pensano sia l'abbreviazione di scemo.

*   Recenti studi filologici indicano che il termine "emo" deriva dal greco, e non dal latino. Si pensa sia un riferimento al sangue (dal greco εμ?ς / emos) che disperdono ogni giorno per le strade; gli emo infatti sono i principali donatori dell'AVIS.

Altri ancora pensano che derivi dalla sigla dell'Associazione E.M.O.=Emeriti Minchioni Omosessuali. Un'altra ipotesi è che sia l'abbreviazione di Esseri Molto Odiosi

Lo stile emo

Picchiare qualcuno con questi tipi di pettinature non è considerato reato.

Agli emo maschi piace indossare capi neri abbinati a colori sobri, soprattutto sui loro capelli, come il fucsia o il viola elettrico. Gli emo tendono a pettinarsi con la frangetta che gli copre un occhio, facendoli sembrare orbi o dei ciclopi. Qualcuno pensa che questo taglio di capelli sia dovuto ad una mancanza di autostima, ma si dice che lo stile emo sia solo una copertura per giovani orbi. Più nello specifico, nessuno ha la certezza che abbiano due occhi (forse anche loro si masturbano spesso).

Altri sostengono che sia solo un escamotage per andare a sbattere contro ogni spigolo, in modo da procurarsi lividi neri ben visibili attorno agli occhi, che spacciano per raffinato trucco. Altri ancora preferiscono mettersi pasticche sotto la pelle, proprio in stile Prison Break.
Possono altresì essere facilmente riconosciuti dai pantaloni attillati (spesso rubati dal guardaroba della sorella) o dalla quantità di metallo attaccata sugli stessi, che li rende tintinnanti come Babbo Natale in groppa alla Mucca Carolina e immediatamente rintracciabili al metal detector degli aeroporti. (NP: gli emo perdono l'aereo solo nel caso vogliano suicidarsi in compagnia di altri 200 passeggeri).
A causa di ciò, gli emo sono illegali in Finlandia (uno sport praticato in codesto paese è appunto la caccia all'emo, come illustratoci nella pubblicità di un noto chewing-gum senza zucchero).

Le femmine, invece, mancano totalmente di buon gusto e autostima.
Indossano scaldamuscoli che nascondono le ferite, anche se si curano che "inavvertitamente" scivolino via, in modo tale da mostrare i tagli o da fornire una buona scusa per iniziare a parlare del fatto che si tagliano.

Tutti questi tipi sono accomunati dal fatto di fotografare solo un lato della propria faccia, come gli egiziani.

Lo stile emo è adottato, talvolta, anche in natura. Oltre al già citato Emù, è stata da poco scoperta una razza bovina con tendenze al suicidio tramite corsa contro i tralicci elettrici.

 

 
04 Maggio 2008


 
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